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Entro quanti anni si prescrive l'assegno di mantenimento?

Buongiorno, ho ricevuto dall'avvocato di mia moglie una richiesta di pagamento di alimenti arretrati e importi vari per ISTAT non corrisposto per parecchi anni addietro (siamo separati dal 2006); non esiste la prescrizione per questi debiti? Ho sentito l'avvocato della mia ex al telefono la quale dice che finché non divorziamo la prescrizione è sospesa, essendo soltanto separati. E' vero?
Mario

No, non è corretto.

La sospensione della prescrizione tra i coniugi prevista in generale dall'art. 2941 del codice civile non si applica ai coniugi legalmente separati (Cass. 20 agosto 2014, n. 18078).

Infatti il diritto a percepire l'assegno periodico di mantenimento, sia esso diretto al coniuge o ai figli, si prescrive nel termine di cinque anni dalla singola scadenza di pagamento; questo è quanto ripetutamente indicato dalla Corte di Cassazione, la quale ha statuito che "in tema di separazione dei coniugi e di cessazione degli effetti civili del matrimonio, il diritto alla corresponsione dell'assegno di mantenimento, in quanto avente ad oggetto più prestazioni autonome, distinte e periodiche, si prescrive non a decorrere da un unico termine rappresentato dalla data della pronuncia della sentenza di separazione o di cessazione degli effetti civili del matrimonio, bensì dalle singole scadenze di pagamento, in relazione alle quali sorge, di volta in volta, l'interesse del creditore a ciascun adempimento" (Cass., 4 aprile 2005, n. 6975).

Pertanto "il diritto alla riscossione delle somme risalenti ad epoca antecedente ai cinque anni dalla data di scadenza di ciascun singolo rateo deve dirsi prescritto." (Cass., 5 novembre 2009, n. 23462).

Quanto alla rivalutazione monetaria (rivalutazione ISTAT), vale lo stesso principio sopra riportato; Sua moglie potrà validamente richiedere il pagamento degli importi non corrisposti in virtù della mancata rivalutazione ISTAT entro il termine di 5 anni dalle singole scadenze di pagamento.

Cordialità

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